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La pittura di Gianluca Sità

La pittura di Gianluca Sità è figurativamente rievocativa, espressa con un linguaggio sintetico, simbolico, caratterizzato da composizioni essenziali.

 

I temi preferiti scaturiscono dalla sua matrice identitaria magnogreca. Temi classici attinenti alle grandi narrazioni poemiche volte alla celebrazione degli eroi, che, con un linguaggio che si affida a pochi elementi riepilogativi corrispondenti a contenuti e valori, creano effetti di un'accentuazione rapida ed efficace in un'armonica funzionalità degli elementi selezionati. Questi esprimono con fantasia concetti, pensieri, interpretazioni, ribellioni, invenzioni.

 

In "Ascensus" del 2017, la figura di Cristo è rappresentato, con la corona di spine, "riassuntiva" del complesso epilogo della Passione, la luce richiama la sacralità del dramma;  in "Icarus" del 2002, il tragico volo di Icaro è raccontato da una sola piuma che plana verso un desolato paesaggio; un linguaggio pittorico del silenzio e del rumore. Un pensiero che esprime immagini proponendo un nuovo punto di vista con pochi elementi chiari ed efficaci, capaci di raccontare con immagini essenzialmente immediate e suggestive. Comunicazione e creatività che propongono innumerevoli piani dove perdersi e ritrovarsi, in una condizione di libertà della mente in scenari di bellezza.

 

Gianluca ha accolto con entusiasmo il mio invito a partecipare a una mostra  itinerante in occasione  del seicentenario della nascita di San Francesco di Paola. Un omaggio alla Calabria, attraverso l'interpretazione della sua figura iconica, iniziativa volta anche ad attualizzare la sua azione sociale, religiosa, e riproporre la cultura morale  e i nostri valori storici ed identitari. Obiettivo anche quello di raccontare la storia della Calabria ricercando e ricostruendo avvenimenti  significativi che hanno avuto come scenario la Regione. Dipingendo "Itinerarium mentis in deum", olio su tela di 130 x 110 cm, l'emblema del Santo ha sostituito la classica raffigurazione dell’attraversamento dello Stretto di Messina sul mantello. La figura di Francesco è sintetizzata nel simbolo dell’ordine dei Minimi, da lui fondato. Immagine che s'inserisce in uno scenario magico, evanide, e si fonde con la mitologia popolare che avvolge lo Stretto, scenario dell'evento, nei suoi poteri magici e benefici, Scilla e Cariddi, i miraggi indotti dalla Fatta Morgana. Visitare la mostra di Sità è come fare un viaggio tra sogno e realtà.

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